Gio 7 Novembre, 2019 — 18.00

L’uomo con la macchina da presa

Regia di Dziga Vertov,
URSS, 1929,
b/n, 68 minuti.

Colonna sonora di Simon Quinn su commissione di Associazione Cinema Blenio.

Eseguita dal vivo da
Nolan Quinn, tromba
Gregor Fticar, fender rhodes
Simon Quinn, contrabbasso, bass synth
Brian Quinn, batteria

«L’uomo con la macchina da presa», la pellicola più nota di Vertov, oggi di inestimabile valore antropologico e annoverata fra le dieci più importanti della storia del cinema, è una sorta di epico stream of consciousness in cui si contrappongono cronaca e simboli della vita, fotogiornalismo e tecniche sperimentali, realtà e finzione, per restituire idealmente la giornata di una metropoli sovietica del suo tempo.

Secondo i bolscevichi, la rivoluzione si sarebbe dovuta compiere in tutti gli aspetti della vita, anche nell’arte e nella comunicazione, per cui il regime sovietico appoggiò le correnti moderniste e sostenne –almeno inizialmente– la ricerca e sperimentazione nelle arti. Quanto creato da Dziga Vertov e dal suo movimento Kinoglaz (Cineocchio) è un buon esempio di adesione alla retorica rivoluzionaria secondo modi e forme avanguardistiche e sperimentali, riscattando una tipologia di ripresa oggettiva, documentaristica, dalla supremazia del film di finzione. Con l’ascesa di Stalin, l’intransigente fedeltà all’immagine documentaristica avrebbe di lì a poco allontanato Vertov dal cinema di regime.

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